Avanzi Popolo 2.0: il piacere di nutrire

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Ogni anno in tutto il mondo vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a circa un terzo della produzione totale di cibo destinato al consumo umano.
È la FAO a sostenerlo, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si preoccupa di aiutare i paesi in via di sviluppo a modernizzare e migliorare l’agricoltura, la selvicoltura e la pesca al fine di assicurare a tutti una buona alimentazione.
In Italia il 42% dello spreco è legato al consumo domestico, pari a 84,9 kg di cibo buttato all’anno per famiglia. Un dato che conferma, nostro malgrado, quello legato alla crescita della povertà (Istat).

Nutrirsi è un diritto di tutti, il diritto al cibo è stato riconosciuto fin dall’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948.
È un diritto umano fondamentale, riconosciuto da disposizioni giuridiche internazionali e da circa 100 Costituzioni del mondo, di cui 24 proteggono tale diritto in modo diretto. La sua progressiva costituzionalizzazione ha permesso a molti Paesi di tradurre il generico “dovere di nutrire”, previsto dalle Carte internazionali, in obblighi giuridici specifici.
Anche in virtù di questo e dei dati allarmanti sopracitati, in Italia e nel mondo stanno crescendo ogni giorno azioni di contrasto agli sprechi alimentari, perché l’obbligo possa tradursi nel “piacere di nutrire“.

La prima piattaforma di foodsharing in Puglia è nata a Bari 4 anni fa, grazie alla sensibilità e alla lungimiranza dell’Associazione Farina 080 Onlus che si occupa di lotta allo spreco di cibo attraverso tre azioni: la gestione di Avanzi Popolo 2.0, un progetto grazie al quale è possibile scambiare cibo a rischio spreco in pochi clic; azioni di recupero di cibo avanzato nel corso di eventi, convegni, matrimoni o da aziende di produzione, distribuzione e ristorazione per destinarlo a chi ne ha bisogno; attività di educazione e sensibilizzazione circa il tema dello spreco alimentare attraverso laboratori mirati.
Avanzi Popolo ha creato un ponte tra le famiglie, i negozi, i ristoratori e i luoghi in cui il cibo si spera. Chi ha costruito questo ponte è la comunità.
Questo progetto di straordinaria innovazione sociale si pone l’obiettivo di riallineare l’equilibrio tra i 36 milioni di persone che muoiono a causa della fame e i 29 milioni che muoiono a causa di patologie correlate all’eccesso di alimentazione, tra l’obesità di molti bambini e la povertà di altri.
Mettere in rete le energie è dunque un dovere morale, un atto di responsabilità che ciascuno dovrebbe compiere ogni giorno alla propria tavola, davanti al proprio frigorifero.
Chiunque può registrarsi alla piattaforma e inserire un cibo o una bevanda non trasformati e non scaduti che sa di non riuscire a consumare. Dall’altro capo del computer, un altro utente stabilirà un contatto con voi. Perché nemmeno un atto di cura vada sprecato.
Allo stesso modo, coinvolgendo anche attività commerciali e di ristorazione, Avanzi Popolo 2.0 si adopera a raccoglierlo e distribuirlo a chi ne ha bisogno, sperimentando anche mezzi di trasporto ecologici su due ruote.
Il lavoro di questo ostinato e gioioso gruppo di volontari mira a rinsaldare i legami sociali, attivando una connessione tra le realtà più disparate, in virtù di un senso di cittadinanza nuovo. E il sapore è quello delle cose buone, quello del pane, della frutta, della focaccia, per contribuire ad inventare o restituire riti quotidiani a chi li ha persi o non li ha mai avuti.

Il vicino Frigo Solidale, un progetto ideato dall’associazione Kenda Onlus in collaborazione con Farina 080 Onlus, ha destinato concretamente allo stesso scopo  7 frigoriferi e 7 dispense solidali all’interno della città di Bari collocati in spazi chiusi ma aperti al pubblico, a disposizione di chiunque intenda lasciare o ritirare cibo. Anche per favorire momenti di condivisione, di convivialità ed integrazione interculturale.

Al progetto Avanzi Popolo 2.0 è stata riconosciuta quest’anno l’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana “per l’appassionato impegno nel recupero e redistribuzione degli alimenti e nella promozione dell’educazione contro lo spreco”.
Nel 2018 hanno organizzato 120 operazioni di recupero per un totale di 5949 kg di cibo recuperato. Sono intervenuti per salvare le eccedenze di 27 banchetti matrimoniali e 12 convegni. Hanno messo in connessione 75 imprese di produzione, trasformazione, distribuzione e ristorazione alimentare con 25 enti di carità.
Per il 2019 hanno in serbo ancora molte idee e molti progetti. Rimanete in contatto e prendete parte anche voi, in qualunque modo, a questa grande festa quotidiana di amicizia e solidarietà.

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