Camper Evviva: una casa che viaggia con madri e figli

Ogni madre dovrebbe poter scegliere la casa in cui crescere i propri figli.
A molte non è concesso: quando sono vittime di violenza da parte del proprio marito, quando devono affrontare una dipendenza da droga o alcool, o quando vivono una condizione di disagio economico particolarmente grave. Quelle madri smettono di scegliere e la casa spesso si restringe a misura di stanza.
V. viveva con i suoi due figli di 4 e 5 anni in una condizione di forte degrado e povertà affettiva, educativa ed economica. Soffre di gravi problemi psichici e sanitari. La sua casa era una stalla, senza elettricità, senza acqua. Per di più, vittime di violenza.

Nel 1989 il mondo ha fatto una promessa ai bambini: con la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza si è impegnato a fare il possibile per proteggere e garantire i loro diritti.
Uno degli articoli sottoscrive il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino. Quando però è proprio uno dei due genitori a non riconoscere questi diritti, il disorientamento e il dolore diventano pressoché inaccettabili.
Sono moltissime le madri in fuga da violenze e abusi, disposte a mettersi in viaggio e affrontare l’ignoto, pur di garantire serenità e conforto ai propri figli.

Negli ultimi anni In Italia sono nate numerose comunità di accoglienza per gestanti e madri con bambini: vengono accolte perché recuperino le proprie funzioni genitoriali e conquistino un’autonomia personale. Nel frattempo, ai bambini viene offerto un ambiente che favorisca la loro crescita nel pieno rispetto di ogni esigenza.
A Brindisi in Puglia la Cooperativa Sociale Il faro ha messo insieme da circa 6 anni un gruppo di professionisti accomunati dalla convinzione che ognuno meriti un’opportunità per migliorare la propria esistenza. Attraverso la Comunità Balbis, la Cooperativa accoglie donne con figli e lavora con loro per costruire un futuro possibile.

È stata proprio la storia di V. a ispirare Daniela Romano e Antonella Ingrosso, la prima giovane assistente sociale e la seconda maestra d’arte, entrambe operatrici all’interno della Comunità Balbis, oltre che ottime amiche.
Appassionate di viaggi e affamate di bellezza, mai indifferenti alle storie che hanno incontrato all’interno della comunità, hanno realizzato il sogno di un camper e in omaggio alla gioia della condivisione lo hanno chiamato Camper Evviva.
Daniela e Antonella hanno trasformato il camper in uno strumento educativo, offrendo un’occasione alle madri e ai bambini per sperimentare la libertà, la conoscenza del mondo, il contatto con la natura e, sopra ogni cosa, la leggerezza.
Il camper insegna la condivisione, che è fondamentale in un mondo dove il sostegno reciproco è nettare quotidiano, e noi vogliamo che i nostri ragazzi ne riconoscano il valore e possano diffonderlo”, afferma Daniela.

La dimensione di una casa che viaggia è estremamente affascinante per ogni bambino, soprattutto se non si è mai incontrato il mare. Il viaggio insegna la meraviglia, il cambiamento, il desiderio di scoperta che si rinnova e rigenera. In un viaggio i luoghi diventano tappe ma anche dimore del cammino della vita, soste veloci e radici che portano a sentirsi a casa nel mondo.

L’avventura del progetto Camper Evviva ha avuto un inizio degno della più bella fiaba.
Lo scorso Dicembre Daniela e Antonella hanno scritto una lettera a babbo Natale all’interno del villaggio natalizio dello zoo Safari di Fasano (BA). Alcuni giorni dopo un gruppo di camperesti le ha messe in contatto con una grande concessionaria di camper di Bari. Il proprietario Michele Calzolaio, che di babbo Natale aveva l’età e il cuore, ha scelto di sposare il progetto aggiungendo 4.500 € per consentire di completare l’acquisto.
La prima trasferta per inaugurare il collaudo ha avuto come meta il Policlinico di Bari, dove si trovavano ricoverati una mamma e un bambino della comunità: Camper Evviva ha portato la sorellina e la sua migliore amica fino all’ospedale, per fare una sorpresa e trascorrere insieme mezza giornata.
Evviva è la parola giusta per descrivere questa esperienza”, scrive G., 10 anni, dopo aver trascorso un weekend questa estate in un agricampeggio a Gallipoli (LE), insieme a sua madre e suo fratello, accompagnati da Daniela e Antonella. “Ho imparato che anche gli umili possono sognare e devono farlo. E ho imparato anche che le persone con cui condividi qualcosa ti lasciano sempre qualcosa. Sono stati due giorni pieni di allegria e di emozioni fortissime”.

Anche le madri esplorano se stesse e il mondo in un modo del tutto nuovo, dal finestrino del camper. Assaporano spazi di libertà mai esplorati e mentre i bambini riposano, si trattengono fino a notte fonda a parlare con Daniela e Antonella, in un’atmosfera di intimità e apertura che sarebbe impossibile intercettare all’interno della comunità.
Con Camper Evviva hanno organizzato anche una festa di compleanno per R. che ha compiuto 7 anni: lo hanno portato in un parco con giochi d’acqua, hanno allestito un picnic e gli hanno regalato la chitarra che desiderava.
Il progetto è aperto a molte possibilità, le idee che lo accompagnano sono molte. “Vorremmo diventasse anche un centro di ascolto itinerante, un mezzo attraverso cui raccogliere indumenti usati e distribuirli a chi ne ha necessità, un mezzo che dia l'opportunità di viaggiare a chi non ha mai potuto farlo e quindi allargando l’accoglienza anche ad altri”, racconta Daniela.
Attualmente Camper Evviva è diventata un’Associazione di promozione sociale che si autofinanzia, con non poca fatica, grazie alla vendita di gadget che Daniela e Antonella producono artigianalmente, per far fronte alle spese di manutenzione e mantenimento del camper e per sostenere i costi di ciascun viaggio.

Una citazione a noi cara dice: ciò che dai è tuo per sempre”, conclude Daniela.
Del resto la felicità è una cosa semplice. Come una casa che viaggia di fronte al mare.