Il nuovo respiro di Virgilio: la Fibrosi Cistica e l’amore per lo sport

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Immaginate di dover scandire ogni momento della vostra esistenza con il ritmo del respiro. Immaginate di avere la consapevolezza e la percezione che quel ritmo possa cambiare senza alcun preavviso, riducendo considerevolmente la vostra capacità di fare qualsiasi cosa, di essere in qualsiasi luogo.
Ciascuno di noi misura il tempo attraverso il respiro, ma quasi nessuno ne ha coscienza. È l’atto più naturale, spontaneo, dovuto. Respirare in mezzo ai fiori, sotto il vento, dentro il mare, sopra una montagna, intorno a una danza, sotto una coperta, dentro un bacio. È l’atto più scontato. Insieme all’aria respiriamo ogni possibilità: di fare, di andare, di desiderare.

Virgilio aveva circa 11 anni quando si è accorto per la prima volta di non respirare come avrebbe dovuto. Durante la lezione di educazione fisica si è reso conto di non riuscire a tenere il passo con gli altri compagni.
È questa la sensazione che la Fibrosi Cistica imprime in chi ne è affetto: il disagio e la paura di non riuscire. Di non poter stare al passo.
È un inciampo costante, una sosta obbligata, un camminamento lungo una corda che non ha fine né appigli.

Il sorriso rappacificante di Virgilio racconta una storia diversa: 32 anni oggi, una vita alimentata da una profonda passione per lo sport. Una storia di tenacia, di coraggio e di forza senza pari.
Ha praticato Tae Kwon Do per diversi anni a livello agonistico, fino a gareggiare a livello nazionale e insegnare la disciplina. Pur con una capacità respiratoria al di sotto del 40%, pur con l’ausilio dell’ossigeno.
Le condizioni dei suoi polmoni nel tempo sono andate peggiorando, costringendolo ad interrompere con le arti marziali. E con molto altro.
Ma Virgilio ha cambiato disciplina e si è appassionato all’allenamento con pesi e a corpo libero. Ha studiato in modo approfondito tutti i metodi di allenamento, cercando quelli che potevano essere più adatti al suo stato di salute. E in segreto, non ha mai abbandonato il sogno.
All’inizio non aveva il coraggio di entrare in palestra con uno stroller e una bombola di ossigeno; così ha allestito in casa una palestra a misura di respiro e di paura: pesi, panche e tutto il necessario per cominciare, qualche libro e molta voglia di imparare come essere migliore.
Dai 20 ai 30 anni si disputa per ognuno il tempo del progetto, delle vacanze, dell’esplorazione, il tempo delle corse e quello dell’amore. Virgilio non ha fatto eccezione: quel tempo lo ha rubato senza alcuno sconto, tra un ricovero e l’altro, dopo una riacutizzazione e prima di un’altra ancora, in mezzo a quattro episodi di pneumotorace. Fino ad arrivare a pesare 30 Kg, fino a doversi arrendere ad una tracheostomia. Ma con una lavagnetta sulle ginocchia per comunicare con Federica che per 9 anni lo ha amato. Per i suoi occhi, per quel sorriso rappacificante, per i viaggi che avrebbero condiviso, per le serie Tv che avrebbero guardato e anche per i figli che non avrebbero avuto.

La notte del 12 Dicembre 2017 era una di quelle notti d’ospedale che pochi conoscono. I medici avevano comunicato a Virgilio che gli sarebbe rimasta una sola settimana, che l’unica speranza nemmeno del tutto assicurata sarebbe stata il trapianto.
A una manciata di ore dalla fine, gli sono stati donati due polmoni sani. E dopo 12 ore di intervento, è iniziato un nuovo viaggio, una nuova fatica.
Il trapianto bipolmonare gli ha causato un danno di natura neurologica che lo ha costretto ad una riabilitazione lunga quasi un anno, in cui ha dovuto re-imparare a respirare, muovere gambe e braccia e vivere senza l’ausilio di macchine.

Nel tempo di una notte tutto è cambiato. Virgilio su quella lavagnetta ha promesso a Federica che l’avrebbe sposata se ce l’avesse fatta e a se stesso che da quel momento in poi avrebbe profuso ogni energia nell’amore per lo sport: avrebbe vissuto solo per questo.
Ha studiato per diventare Personal Trainer e ha superato gli esami a Gennaio 2019. Ha partecipato a diversi corsi per migliorare le sue conoscenze nelle diverse discipline che lo interessavano, e si è appassionato alla pesistica, al Body Building funzionale e al Calisthenics, del quale è diventato istruttore nel 2019. Ha inaugurato la sua attività di coaching online e ha cominciato a collaborare con alcune palestre nella provincia di Latina, la sua città d’origine. Il prossimo traguardo sarà la laurea in Scienze Motorie.
Virgilio ha fatto della resistenza la sua forza motrice che oggi si occupa di trasferire a molti altri pazienti che segue in tutta Italia, per insegnare loro prima ancora che ad allenarsi, a cercare la motivazione per migliorare la qualità della propria vita attraverso l’attività sportiva.
«Impiego ancora tra le quattro e le sei ore al giorno per curarmi e per stare bene: due ore mi alleno, le altre sono di terapia. Ma mi sento responsabile per la vita che qualcun altro ha sacrificato perché io vivessi la mia. Non posso che viverla al massimo».

Oggi Virgilio insegna ai suoi clienti come modulare il respiro, come non disperderlo, come utilizzarlo nel modo migliore per ottenere i risultati desiderati. È un eccellente motivatore, un professionista competente che racconta e vive lo sport come una condizione naturale, imprescindibile.
Ed è un uomo innamorato che ha tenuto fede alla sua promessa e ha sposato Federica, sorvolando poco dopo l’azzurro delle Maldive.

Quella di Virgilio non è la storia di una seconda possibilità, non è una seconda vita. È la storia di come un sorriso sappia rimanere rappacificante nonostante il dolore e l’impossibilità nel corso della stessa vita e di come questo sorriso possa essere messo a servizio degli altri. Che abbiano più o meno respiri.